24 marzo 2013

Nostalgia papagna


L’amore dei ragazzi di oggi è così diverso da quello che ho passato io nei miei anni da adolescente. E’ pieno di messaggi gratis che ti bombardano giorno e notte, pieno di attese con una chat aperta davanti agli occhi. E’ tutto uno scambiarsi di cose, numero, contatto, blog. L’indirizzo di casa per trovarsi e guardarsi negli occhi non esiste più. Sembrano tutti finti e montati, portati all’esagerazione nelle parole quando per farsi capire ne basterebbero di semplici, efficaci, dirette, senza infiniti giri di parole da poeti mancati del 2013. Hanno l’ebrezza di un messaggio che sta per arrivare, non l’emozione di un pulsante di citofono appena premuto e l’attesa di due labbra da baciare che ti urlano: “Adesso scendo!”.
Questo pensierino lo potete trovare qui.

L'amore dei ragazzi di ieri era effettivamente molto diverso.
Ma non per questo migliore.

L'amore dei ragazzi di ieri era un mettersi in mostra, un cercare di rendersi volgarmente interessanti.
Con pensieri, parole, opere, omissioni e anche corna.
Ma dovevi averne il diritto.
Dovevi essere davvero qualcosa o qualcuno per poter attirare l'attenzione.

L'amore adolescenziale è molto bello, se lo guardi nei film.
E' pieno d'emozioni, pieno di paure, pieno di gioie.
Avrei pagato oro per averne anche le gioie, dev'essere qualcosa di molto forte.
Però no. Non te lo potevi permettere.
Dovevi essere almeno una persona senza timidezze, senza problemi relazionali.
Che magari avesse anche un cazzo di scooter sotto il culo, o fare qualcosa di figo tipo che so, avere un gruppo, essere bravi a calcio... insomma, cose così.

Non che li ritenga requisiti necessari, però fanno tanto dal punto di vista della visibilità. (Oggi parlo come un impresario)

Forse l'unica cosa differente di oggi rispetto a prima è solamente il mezzo.
Prima non avevi modo di vedere/sentire una persona se non tramite telefono, se non tramite citofono.
Ora hai la chat, più rapida, più economica, più funzionale.
E la tastiera aiuta un sacco quelli che, come il sottoscritto, hanno seri problemi a tirare fuori un semplice "ciao".
Io non mi rifugerei in certi squallidi anacronismi, in queste nostalgie della mi fava.
Facile parlare quando hai il coltello dalla parte del manico.
Facile lasciarsi andare a squallidi pensieri sognanti, in banali "astrazioni della domenica mattina"©.

E' tipo come quelli che fanno "eh, quanto mi manca il vecchio modem 56k, faceva un suono meraviglioso", però nessuno di noi si sogna di togliere l'ADSL.

Sta a voi capire se chi avete dietro uno schermo (o una cornetta) sia un fanfarone o una persona per cui valga la pena anche solo incontrarsi.
Nessuno di noi ha tempo, abbiamo tutti paura del confronto, dell'incontro, della mancata occasione.
Nessuno di noi vuole farsi lacerare il cuore per l'ennesima volta dal cornificatore o dalla "sei un ottimo amico" di turno. Nessuno.

Ad insistere si finisce solo col chiudere il cuore e gettare la chiave.
Il brutto è che poi non si riesce più a chiedere a qualcuno di ritrovarla.

Canzone da mal di petto pomeridiano: Fever Ray - If I Had A Heart
Breaking Bad è grandioso.

10 vagiti:

Irene on 24 marzo 2013 21:23 ha detto...

Amen!

P.S. come mai nessuno ti commenta, dato che scrivi cose belle?

Blallo on 24 marzo 2013 21:27 ha detto...

Perché mi spammo poco e non ho particolare interesse nell'avere tanti lettori :)

Antonio Monteleone on 24 marzo 2013 23:20 ha detto...

Mi trovo d'accordo sugli aspetti positivi del mezzo web nelle relazioni, è una gran cosa e molti ormai non più adolescenti come noi avrebbero avuto una vita amorosa più semplice è "sincera" di quella che è stata.

The blair Lich Project on 25 marzo 2013 11:41 ha detto...

Era tutto più bello una volta non come adesso.
L'amore era più sincero ai miei tempi, quando le donne avevano il volto devastato dal vaiolo ed i baffi da Charles Bronson.

The blair Lich Project on 25 marzo 2013 11:42 ha detto...

Ps: Se spammassi un po' di più faresti concorrenz al buon Uriel Fanelli.

cira acunzo on 18 aprile 2013 23:19 ha detto...

Sono d'accordo con te. Sta a noi capire chi c'è dall'altra parte. Oggi tramite uno schermo si può cambiare personalità con molta facilità, mostrare di avere un carattere esuberante quando non è così. Si può giocare facilmente con le parole e conquistare l'interlocutore. Un computer ci protegge, ci consente di abbassare un po' le difese però si può restare "fottuti" lo stesso. Come nella realtà bisogna sempre tenere gli occhi ben aperti. Forse ciò che manca oggi è l'incontro. Scontrarsi, sfiorarsi, guardarsi negli occhi e avere il coraggio di parlarsi.

Blallo on 18 aprile 2013 23:23 ha detto...

Mah, in realtà "l'incontro" mancava anche prima. Solo un po' di meno, ma semplicemente perché non avevi molta alternativa.
Chi ha voglia di mettersi in gioco?

cira acunzo on 19 aprile 2013 00:40 ha detto...

La voglia però dovremmo averla.

Blallo on 19 aprile 2013 00:43 ha detto...

Non vedo molta voglia in giro, solo tanta paura.
Compreso da parte del sottoscritto, anche se sto cercando di andare "controcorrente".

cira acunzo on 19 aprile 2013 01:02 ha detto...

Anche io non nego di avere paura, anzi (ma vabbè non è il caso di scrivere ulteriormente qui e annoiare). Però ecco con quel "controcorrente" fai capire che ci stai provando e credo conti questo. Dovremmo provarci, tutto qui.